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lunedì 24 giugno 2024

Protezione dei dati personali nel diritto del lavoro: BDSG, DSGVO e impatto sulle aziende e lavoratori



Ricordate l'ondata di E-Mail nella primavera del 2018 per l'aggiornamento sul trattamento dei dati personali? 

Quante accettazioni di nuove normative sulla privacy avete cliccato? 

Ricordo che le E-Mail arrivavano a decine al giorno, senza sosta! Ad un certo punto risultavano anche snervanti per molti.


Queste richieste di accettazione di nuove politiche sulla privacy (di seguito citato come GDPR, in Germania conosciuto come DSGVO) non erano un semplice fastidio, ma il culmine di una rivoluzione – necessaria - nella gestione dei dati personali.

La storia della protezione dei dati in Germania inizia nel 1970, quando il Land dell'Assia (Hessen) approvò la prima legge al mondo sulla protezione dei dati.

Di seguito vedremo come la Germania ha sì integrato le disposizioni europee nella sua preesistente legge sulla protezione della privacy, ma come comunque abbia mantenuto nella sua legge originale delle restrizioni molto più rigide rispetto al GDPR.


L'evoluzione della protezione dei dati in Germania

Nel 1977, la Germania adottò la sua prima legge federale sulla protezione dei dati, il Bundesdatenschutzgesetz (BDSG). Questa legge stabilì principi fondamentali come il consenso informato e la limitazione della raccolta dei dati, che ancora oggi sono alla base della normativa sulla privacy.

Il BDSG è stato significativamente rivisto nel 2018 per allinearsi al GDPR, ma la Germania, come già detto prima, ha mantenuto alcune disposizioni più restrittive, soprattutto nell'ambito del diritto del lavoro.


DSGVO: Il GDPR in Germania

Il Datenschutz-Grundverordnung (DSGVO) è l'implementazione tedesca del GDPR europeo, entrato in vigore nel maggio 2018. Ha stabilito un quadro comune per la protezione dei dati in tutta l'Unione Europea, rafforzando significativamente i diritti degli individui e imponendo nuovi obblighi alle organizzazioni che trattano dati personali.


Obblighi degli uffici del personale in Germania

Gli uffici del personale in Germania hanno responsabilità significative nella gestione dei dati dei dipendenti. Ecco alcuni dei principali obblighi:

  1. Minimizzazione dei dati: Raccogliere solo i dati strettamente necessari per gli scopi lavorativi.
  2. Consenso informato: Ottenere il consenso esplicito dei dipendenti per la raccolta e il trattamento dei loro dati personali.
  3. Trasparenza: Informare chiaramente i dipendenti su quali dati vengono raccolti e come vengono utilizzati.
  4. Sicurezza dei dati: Implementare misure tecniche e organizzative adeguate per proteggere i dati dei dipendenti.
  5. Diritto all'accesso: Garantire ai dipendenti il diritto di accedere ai propri dati personali e di richiederne la correzione o la cancellazione.In Germania, i dipendenti hanno il diritto di accedere in qualsiasi momento ai propri fascicoli personali ("Personalakte" in tedesco), che contengono tutte le informazioni relative al loro rapporto di lavoro.
  6. Limitazione dello scopo: Utilizzare i dati dei dipendenti solo per gli scopi specifici per cui sono stati raccolti.
  7. Conservazione limitata: Conservare i dati solo per il tempo necessario agli scopi per cui sono stati raccolti. Qui una panoramica dettagliata dei termini di conservazione dati: https://www.personio.de/hr-lexikon/personalakten-aufbewahrungspflichten-und-fristen/
  8. Nomina di un responsabile della protezione dei dati (Datenschutzbeauftragter): Obbligatoria per le aziende con più di 10 dipendenti che trattano regolarmente dati personali.

Risvolti pratici e aree di maggiore impatto

La legislazione sulla protezione dei dati ha avuto un impatto significativo sia sui lavoratori che sulle aziende in Germania.

Per i lavoratori:

  1. Maggiore controllo sui propri dati: I dipendenti hanno il diritto di sapere quali dati personali l'azienda detiene su di loro e come vengono utilizzati.
  2. Diritto all'oblio: I lavoratori possono richiedere la cancellazione dei loro dati personali quando non sono più necessari per gli scopi originali. 
    Tuttavia, è importante notare che questo diritto non si applica uniformemente a tutti i tipi di dati. In particolare:
    • I dati contabili, incluse le buste paga e i documenti fiscali correlati, devono essere conservati per periodi più lunghi in conformità con le leggi fiscali e commerciali tedesche.
    • Secondo l'Handelsgesetzbuch HGB §257 ( Codice del Commercio tedesco ) e il Codice Fiscale (Abgabenordnung, AO) §147, questi documenti devono essere conservati per 10 anni.
    • Durante questo periodo, questi dati non possono essere cancellati anche se richiesto dal dipendente, in quanto l'obbligo legale di conservazione prevale sul diritto all'oblio.
  3. Limitazioni al monitoraggio: Le aziende devono giustificare chiaramente qualsiasi forma di monitoraggio dei dipendenti.
  4. Protezione dei dati sensibili: Informazioni come l'appartenenza sindacale, i dati sanitari, appartenenza politica e orientamento sessuale (se conosciuto) godono di una protezione rafforzata.
  5. Trasparenza nelle valutazioni: I dipendenti hanno il diritto di conoscere i criteri utilizzati per le valutazioni automatizzate delle prestazioni.

Per le aziende:

  1. Revisione delle politiche HR: Le aziende hanno dovuto aggiornare le loro politiche di gestione delle risorse umane.
  2. Investimenti in sicurezza informatica: È stato necessario potenziare i sistemi di sicurezza per proteggere i dati dei dipendenti.
  3. Formazione del personale: Le aziende hanno investito nella formazione dei dipendenti sulla protezione dei dati.
  4. Gestione del consenso: È diventato cruciale ottenere e gestire correttamente il consenso dei dipendenti.
  5. Documentazione e accountability: Le aziende devono mantenere una documentazione dettagliata delle loro pratiche di trattamento dei dati.

Aree di maggiore impatto:

Reclutamento e selezione: Le pratiche di raccolta e conservazione dei dati dei candidati sono state riviste. Ad esempio, le aziende devono ora ottenere il consenso esplicito per conservare i CV dei candidati non selezionati per future opportunità.

Monitoraggio delle prestazioni: L'uso di strumenti di monitoraggio è stato sottoposto a maggiori restrizioni. Per esempio, il monitoraggio continuo delle attività al computer dei dipendenti richiede ora una giustificazione specifica e il consenso del consiglio aziendale.

Gestione dei dati sanitari: Con la pandemia di COVID-19, questa area è diventata particolarmente sensibile. Le aziende devono bilanciare attentamente la necessità di proteggere la salute pubblica con il diritto alla privacy dei dipendenti, ad esempio nella gestione delle informazioni sullo stato vaccinale.

Utilizzo di tecnologie biometriche: L'implementazione di sistemi biometrici è stata sottoposta a scrutinio più rigoroso. Ad esempio, l'uso di impronte digitali per il controllo degli accessi richiede ora una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati e misure di sicurezza rafforzate.

Trasferimenti internazionali di dati: Il trasferimento di dati tra paesi è diventato più complesso, specialmente dopo la sentenza Schrems II. Le aziende devono ora effettuare valutazioni dettagliate prima di trasferire dati dei dipendenti fuori dall'UE.

Whistleblowing: I sistemi di segnalazione interna sono stati adattati per garantire la protezione dei dati dei segnalanti. Per esempio, molte aziende hanno implementato sistemi di segnalazione anonimi per proteggere l'identità dei whistleblower.

Lavoro da remoto: È importante notare che il termine "smart working" non è comunemente usato in Germania. Si preferiscono i termini "Home Office" o "Remote Work", a seconda delle direttive aziendali. Sono emerse nuove sfide nella protezione dei dati dei dipendenti che lavorano da remoto. Ad esempio, le aziende devono assicurarsi che i dipendenti utilizzino connessioni sicure e che i documenti sensibili siano adeguatamente protetti anche in un ambiente domestico.


Confronto con l'Italia

Mentre l'Italia segue il GDPR come base per la protezione dei dati, la Germania ha mantenuto alcune disposizioni più restrittive nel BDSG. Ecco alcune differenze chiave:

  1. Consenso del dipendente: In Germania, il consenso del dipendente è generalmente considerato non sufficiente come base giuridica per il trattamento dei dati, dato lo squilibrio di potere nel rapporto di lavoro. In Italia, il consenso può essere una base valida in alcune circostanze.
  2. Videosorveglianza: In Germania, le regole per la videosorveglianza sul posto di lavoro sono più severe.
  3. Dati biometrici: L'uso di dati biometrici per il controllo degli accessi è più limitato in Germania rispetto all'Italia.
  4. Responsabile della protezione dei dati: In Germania, la soglia per la nomina obbligatoria è più bassa rispetto all'Italia.
  5. Sanzioni: Le sanzioni per violazioni della privacy in Germania tendono ad essere applicate più severamente rispetto all'Italia. In entrambi i paesi, seguendo il GDPR, le sanzioni massime possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo globale dell'azienda, a seconda di quale sia più elevato.

    Tuttavia, l'applicazione in Germania tende ad essere più rigorosa, di seguito alcuni dei casi più eclatanti in Germania e Italia:
  • In Germania, nel 2019, un'azienda immobiliare è stata multata per 14,5 milioni di euro per aver conservato dati personali dei locatari oltre il periodo necessario e consentito dalla legge. L'azienda aveva mantenuto dati dettagliati sui redditi, estratti conto bancari, e altre informazioni personali dei locatari per periodi ingiustificatamente lunghi, violando così il principio di limitazione della conservazione previsto dal GDPR. Nel 2020, H&M ha ricevuto una sanzione di 35,3 milioni di euro ad Amburgo per il monitoraggio eccessivo dei dipendenti.
  • In Italia, le sanzioni tendono ad essere più moderate. Ad esempio, nel 2021, Foodinho-Glovo è stata multata per 2,6 milioni di euro per violazioni relative al trattamento dei dati dei rider. Una delle sanzioni più alte in Italia è stata di 27,8 milioni di euro a TIM nel 2020 per varie violazioni del GDPR fra cui: trattamento illecito dei dati personali per finalità di marketing: TIM aveva contattato numerosi utenti senza il loro consenso per proporre offerte commerciali, gestione inadeguata delle liste di opposizione e infine mancanza di misure di sicurezza adeguate per proteggere i dati personali degli utenti.

Questi esempi mostrano come la Germania applichi un approccio più severo alla protezione dei dati, con sanzioni generalmente più elevate e un'applicazione più rigorosa rispetto all'Italia. 

Questa differenza riflette la lunga tradizione tedesca di forte tutela della privacy e sottolinea l'importanza per le aziende che operano in Germania di adottare un approccio particolarmente attento alla conformità con le normative sulla protezione dei dati.


Per le aziende che operano in Germania, è fondamentale:

  1. Condurre regolarmente audit interni per assicurare la conformità sia al BDSG che al DSGVO.
  2. Formare adeguatamente il personale sulle leggi sulla privacy.
  3. Mantenere una documentazione dettagliata di tutte le attività di trattamento dei dati.
  4. Condurre valutazioni d'impatto sulla protezione dei dati per processi ad alto rischio.
  5. Adottare un approccio di "privacy by design" e "privacy by default" nello sviluppo di nuovi processi o sistemi.
  6. Coinvolgere il consiglio aziendale nelle decisioni che riguardano il trattamento dei dati dei dipendenti.

Conclusione

La protezione dei dati nel contesto lavorativo in Germania è un tema complesso e in continua evoluzione. Le aziende devono navigare tra le disposizioni del BDSG e del DSGVO, spesso più restrittive rispetto ad altri paesi europei. Queste rigide normative, sebbene possano sembrare onerose per le aziende, contribuiscono a creare un ambiente di lavoro in cui la privacy e i diritti dei dipendenti sono fortemente tutelati.

Per le aziende che operano a livello internazionale, è fondamentale essere consapevoli delle differenze normative e adattare le proprie politiche di conseguenza. Un approccio proattivo alla protezione dei dati non solo garantisce la conformità legale, ma contribuisce anche a costruire un rapporto di fiducia con i dipendenti e a migliorare la reputazione aziendale.

In un'epoca in cui i dati personali sono sempre più preziosi, la Germania risulta fra le nazioni più rigide sul tema privacy, stabilendo standard elevati che influenzano le normative in tutta l'Unione Europea. 

È interessante però notare come anche altri paesi dell'UE hanno adottato approcci particolarmente rigorosi alla protezione dei dati. 

Ecco alcuni esempi:

  • Francia - Legge "Informatique et Libertés":
    • Va oltre il GDPR in alcuni aspetti
    • Impone regole più severe sul trattamento dei dati biometrici
    • Stabilisce protezioni aggiuntive per i minori online
    • Prevede il "diritto alla disconnessione" per i lavoratori, limitando le comunicazioni di lavoro fuori orario
  • Paesi Bassi:
    • Hanno introdotto regole più severe per il monitoraggio dei dipendenti
    • Richiedono una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA) per quasi tutte le forme di monitoraggio sul posto di lavoro
    • Hanno stabilito linee guida più stringenti sull'uso dei social media nel contesto lavorativo
  • Spagna - Ley Orgánica de Protección de Datos Personales y Garantía de los Derechos Digitales:
    • Ha adottato disposizioni aggiuntive sui diritti digitali dei lavoratori
    • Include il diritto alla privacy nelle comunicazioni digitali sul posto di lavoro
    • Stabilisce regole specifiche per la disconnessione digitale fuori dall'orario di lavoro
    • Offre protezioni aggiuntive contro il monitoraggio video e la geolocalizzazione dei dipendenti
  • Irlanda:
    • Ha implementato linee guida dettagliate sull'uso delle tecnologie di localizzazione sul posto di lavoro
    • Ha stabilito regole più severe per il trattamento dei dati sanitari dei dipendenti
  • Svezia:
    • Ha introdotto restrizioni più rigide sull'uso dei dati biometrici nel contesto lavorativo
    • Ha stabilito linee guida specifiche per la protezione dei dati nel contesto del lavoro a distanza

Questi esempi dimostrano come, all'interno del quadro comune del GDPR, i singoli stati membri dell'UE possano ancora adottare approcci personalizzati per affrontare specifiche preoccupazioni nazionali sulla privacy.

La diversità di approcci nei vari stati, con la Germania spesso in prima linea, continua a plasmare il panorama della protezione dei dati in Europa, promuovendo un ambiente sempre più attento ai diritti e alla privacy dei cittadini e dei lavoratori.

Questo tema é abbastanza complesso e in continua evoluzione, quindi se avete domande, dubbi o desiderate approfondire ulteriormente questo argomento, vi invito a lasciare un commento qui sotto o a contattarmi direttamente tramite il modulo di contatto che trovate in alto a destra della pagina.

Sarò felice di fornirvi ulteriori chiarimenti o approfondimenti su aspetti specifici della protezione dei dati nel contesto lavorativo tedesco ed europeo. 



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