Change Language - Sprache ändern - Cambia Lingua

giovedì 30 maggio 2024

Caso Sylt e conseguenze sul lavoro: quando un datore può licenziare senza preavviso?

Il recente scandalo e la grande attenzione mediatica sul caso di Sylt, ha riacceso il dibattito sulle conseguenze lavorative di comportamenti discriminatori e antidemocratici.

Per chi si fosse perso la notizia, ecco qui i link:

Il Mitte
RaiNews

Come cita RaiNews, gli stessi proprietari del locale dove sono stati intonati i cori razzisti hanno preso da subito le distanze, esprimendo la loro costernazione e il disgusto per quanto accaduto. 

Anche il famoso disc jokey Gigi D'Agostino, la cui canzone è stata utilizzata come colonna sonora ai canti razzisti, ha espresso la sua indignazione una volta appresa la notizia, sottolineando che la sua era - ed è - una canzone d'amore e non di odio.

Il noto DJ italiano ha dichiarato, inoltre, di non essere presente sui social media.

Nel frattempo,come previsto, diversi datori di lavoro hanno già annunciato provvedimenti disciplinari, inclusi alcuni licenziamenti per giusta causa (fristlose Kündigung).

Ma quali sono i limiti?

E cosa devono sapere i lavoratori italiani in Germania su questo tema?



Ho trovato davvero interessante l'analisi di un mio contatto su LinkedIn, l'avvocato specializzato in diritto del lavoro Pascal Croset.

Vi invito a leggere il suo intervento sul tema qui: Link analisi in tedesco

Di seguito vi riporto un breve riassunto dei punti principali dell'analisi, che individua diversi aspetti chiave da considerare...



Partiamo dai riferimenti normativi:

  • Grundgesetz (Costituzione tedesca) - Articoli 1-3 sulla tutela della dignità umana e il divieto di discriminazione di qualsiasi tipo.
  • Allgemeines Gleichbehandlungsgesetz (AGG) - Legge sulla parità di trattamento che vieta espressamente le discriminazioni per motivi di razza, etnia, sesso, religione, disabilità, età o identità/orientamento sessuale.

Individuiamo poi le tipologie di licenziamento e la relativa procedura, per avere un quadro generale più chiaro:

Licenziamento ordinario (mit Kündigungsfrist)Prevede il rispetto dei termini di preavviso stabiliti per legge, dai contratti collettivi o dal singolo contratto di lavoro. Termine minimo di 4 settimane.


Licenziamento straordinario/per giusta causa (außerordentliche/fristlose Kündigung) 
Risoluzione immediata del rapporto di lavoro, senza preavviso (Fristlose Kündigung)
È ammesso solo in casi particolarmente gravi previsti dal §626 BGB, come infrazioni gravissime, illeciti penali, offese alla dignità personale, danni rilevanti all'immagine aziendale. Richiede una valutazione caso per caso.

Sospensione cautelare (Freistellung)
Possibile provvedimento preliminare per permettere le opportune verifiche prima di un'eventuale risoluzione definitiva del rapporto di lavoro.


Nel caso del licenziamento per giusta causa, il datore di lavoro deve rispettare alcuni passaggi:

  • Contestazione dell'addebito e contraddittorio con il lavoratore (Anhörung)
  • Termine di 2 settimane per il licenziamento dall'avvenuta conoscenza dei fatti
  • Motivazione scritta del licenziamento su richiesta del lavoratore


Fattori rilevanti nel caso di Sylt:

  • I contenuti gravemente razzisti e discriminatori nei cori
  • I gesti intolleranti e le simbologie neonaziste esibite
  • Le azioni sono state intenzionalmente compiute in un luogo pubblico e riprese in un video divenuto virale
  • Il conseguente forte rischio di danni reputazionali per le aziende datrici di lavoro


Tuttavia, il singolo caso va sempre valutato con attenzione, rispettando la proporzionalità della sanzione ed eventualmente prevedendo sanzioni disciplinari alternative prima del licenziamento.


Il datore di lavoro, prima del licenziamento, potrebbe impugnare altri "metodi" e cioè attuare modifiche unilaterali del contratto di lavoro.

In Germania tuttavia, come in Italia, il datore di lavoro non può modificare unilateralmente le condizioni contrattuali di un rapporto di lavoro in corso a piacimento.
Eventuali modifiche sostanziali richiedono:

  • L'accordo del lavoratore
  • In mancanza di accordo, un licenziamento con preavviso (ordentliche Kündigung) e la sottoscrizione di un nuovo contratto con le condizioni desiderate (Änderungskündigung)


Il lavoratore può accettare "sotto riserva" le nuove condizioni permettendone la successiva verifica di legittimità da parte del Tribunale del Lavoro.


Ma quali sono le conseguenze di un licenziamento illegittimo? 

Se il lavoratore ritiene il licenziamento ingiustificato, può impugnarlo entro 3 settimane presentando ricorso al Tribunale del Lavoro (Arbeitsgericht). In caso di accoglimento del ricorso, il datore di lavoro potrebbe essere condannato al reintegro oppure al pagamento di un'indennità compensatoria.


Dal 2004 è prevista la possibilità per i giudici di assegnare un'indennità adeguata al lavoratore anche in caso di licenziamento per giusta causa illegittimo.


E in Italia quali strumenti legali ha il datore di lavoro nei confronti del dipendente? 

Anche in Italia il licenziamento per giusta causa scatta per gravi infrazioni, ai sensi dell'art. 2119 c.c. (es. molestie, offese gravi, atti discriminatori). Ma rispetto alla Germania sembra esserci una minore tolleranza per certi comportamenti. Il licenziamento illegittimo può dare luogo a una reintegra nel posto di lavoro o al pagamento di un risarcimento, secondo le tutele previste (art. 18 Stat. Lav.).


Consigli per i lavoratori italiani in Germania:

  • Rispettare rigorosamente codici etici e di condotta aziendali che prevedono sanzioni per atti discriminatori
  • Prestare la massima attenzione ai contenuti pubblicati online, per l'elevato rischio di diffusione "virale"
  • Se si viene sottoposti a procedimenti disciplinari, è consigliabile farsi assistere e presentare per iscritto la propria versione dei fatti.
  • Qualora si ritenga un provvedimento disciplinare ingiustificato o eccessivo rispetto all'infrazione contestata, è opportuno valutare tempestivamente un ricorso legale.

 

Anche quando si sia consapevoli di essere nel torto o comunque di aver perpetuato un comportamento scorretto che lede l'immagine dell'azienda, sconsiglio vivamente di intraprendere qualsivoglia azione legale o non; semplicemente per il fatto che mantenere un basso profilo potrebbe aiutare qualora ci si ritrovi nella condizione di dover cercare un altro lavoro.

Inoltre non bisogna dimenticare che il datore di lavoro deve anche tutelare gli altri dipendenti. Specialmente in realtà dove la cultura aziendale è globale e multietnica, comportamenti o azioni riconducibili ad atti di razzismo possono non solo non essere ben visti dal datore di lavoro ma anche dagli stessi colleghi. Viviamo in un mondo sempre più connesso, e tutto quello che facciamo anche al di là della nostra attività lavorativa è potenzialmente di dominio pubblico; quindi, sì alla libertà ma con la consapevolezza che tutto viene valutato con un altro peso rispetto al passato!

La tutela dei valori democratici e del rispetto reciproco acquisisce sempre più rilievo anche nell'ambiente lavorativo. I datori di lavoro possono sanzionare condotte gravemente discriminatorie, ma è auspicabile un bilanciamento tra la severità del provvedimento e la garanzia del contraddittorio per il lavoratore.

Una particolare cautela è richiesta nell'utilizzo dei canali di comunicazione online, facilmente esposti a una diffusione "virale" di contenuti. Sia per le aziende che per i dipendenti, è cruciale ponderare attentamente le potenziali ripercussioni prima di pubblicare messaggi o contenuti sensibili.

In definitiva, il rispetto dei reciproci diritti e doveri e un approccio improntato al dialogo e alla comprensione reciproca rappresentano la strada migliore per prevenire contenziosi e mantenere un clima di serenità nei rapporti di lavoro.


Voi cosa ne pensate? Avete vissuto o assistito a esperienze simili? Fatemi sapere la vostra opinione con un commento!

E come sempre, ee avete ulteriori domande o curiosità sull'argomento, potete contattarmi utilizzando il modulo di contatto sotto la voce "Cerca".

 

Nessun commento:

Posta un commento

Direttiva UE 2023/970: obblighi per le aziende sulla trasparenza retributiva e parità salariale

  Questo articolo è stato elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, poi rivisto e verificato per garantire accurat...